Menu Chiudi

Le ultime puntate di AfriCast:

AfriCast LINK

AfriCast Link – Seconda puntata.
La scorsa puntata abbiamo parlato di AfCFTA con Alessandro Franceschini, Presidente di Altromercato, nella prossima puntata parleremo di Gambia e di Elsie Williams, un’imprenditrice gambiana che ha deciso di coltivare e vendere cotone BIO in Africa.

African Continental Free Trade Area

In questa nuova puntata di Africast parliamo dell’African Continental Free Trade Area, che è un’area di libero scambio fondata nel 2018. È stata creata dall’accordo di libero scambio continentale africano tra 54 delle 55 nazioni dell’Unione Africana.

Ne parliamo con Alessandro Franceschini, Presidente di Altromercato.

Altromercato

Altromercato è la prima centrale di importazione del commercio equo e solidale in Italia, e la seconda nel mondo, per dimensioni e fatturato. Dal 2019 ha assunto la forma giuridica di Impresa Sociale ed è formata da 94 soci e 225 Botteghe. Gestisce rapporti con oltre 140 organizzazioni di produttori in 40 paesi, nel Sud e nel Nord del mondo. Altromercato Impresa Sociale Soc. Coop. ha la centrale operativa a Verona, mentre la sede legale è situata a Bolzano, dove è stata fondata nel 1988 come cooperativa CTM Altromercato, da Rudi Dalvai, Antonio Vaccaro e Heini Grandi[1]. Dal giugno 2020 il Presidente è Alessandro Franceschini, nato a Treviso nel 1971 e dal 1993 impegnato attivamente nel panorama del Commercio Equo e Solidale italiano, ricoprendo diversi ruoli. Altromercato è parte di una rete internazionale che promuove incontro e confronto sui temi del commercio equo e dell’economia sostenibile. Parte del mondo Altromercato è Ctm Agrofair, società specializzata in frutta fresca da commercio equo solidale.

Le donne in Africa e le mutilazioni genitali femminili

In questa nuova puntata di Africast perliamo di diritti delle Donne in Africa e di mutilazioni genitali femminili con Emanuela Zuccalà, giornalista e regista del film documentario “La Scuola Nella Foresta”

Emanuela Zuccalà
è una giornalista freelance, scrittrice e regista specializzata in diritti delle donne. I suoi lavori sono pubblicati, tra gli altri, da El País, Worldcrunch, Mail&Guardian, D-Repubblica. Nel 2012 ha vinto il Press Freedom Award di Reporters Sans Frontières. Il suo documentario Solo per farti sapere che sono viva è stato premiato in vari festival internazionali, fra cui il Margaret Mead di New York e l’Aan Korb della Bbc nel 2014. Nel 2016 ha prodotto Uncut, progetto multimediale sulle mutilazioni genitali femminili, pubblicato in 7 Paesi tra Europa e Africa e vincitore di 15 premi giornalistici e cinematografici. Il suo ultimo progetto multimediale è Crossing the River, sulla mortalità materna nell’Africa sub-sahariana

Ha pubblicato, tra gli altri, Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre, una delle ultime testimoni della Shoah (Paoline Editoriale Libri, 2013), Donne che vorresti conoscere (Infinito, 2014) e Giardino Atomico, un reportage-inchiesta sugli effetti sociali del disastro di Chernobyl (Infinito, 2017).



La Scuola nella Foresta

Un progetto di Emanuela Zuccalà Fotografie di Valeria Scrilatti Video di Emanuela Zuccalà Montaggio di Aline Hervé In Liberia, la mutilazione genitale femminile è legale*. Viene praticata come iniziazione a una società segreta di sole donne, chiamata Sande, diffusa in 11 delle 15 contee del Paese. Sande è considerata custode della tradizione e della cultura degli avi. Nelle sue “scuole nella foresta”, il cui rito d’ingresso è il taglio del clitoride, le bambine trascorrono da pochi mesi a qualche anno, per imparare il rispetto degli anziani, le mansioni di future moglie e madri, le danze e i canti. Rimanendo totalmente analfabete. Le “scuole nella foresta”, inaccessibili a chi non fa parte della società segreta, ricevono regolari licenze dal ministero degli Interni. Finora, l’enorme influenza politica di Sande ha frenato il Parlamento dal varare una legge che criminalizzi l’escissione. Se in tanti Paesi africani decenni di battaglie femminili sono riusciti a ridurre le mutilazioni genitali femminili, e a renderle punibili per legge, in Liberia il cammino è appena cominciato. * Secondo l’Unicef, 200 milioni di donne, nel mondo, hanno subìto una mutilazione genitale. La pratica è stata condannata da numerose risoluzioni dell’Onu, dall’Unione Europea e della stessa Unione Africana. Tra i 27 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali femminili sono diffuse, solo cinque non hanno ancora approvato una legge che le consideri reato: Liberia, Sierra Leone, Somalia, Ciad e Mali..

Shell condannata in Nigeria

In questa puntata parliam con Angelo Ferrari, giornalista esperto di Africa e parliamo della condanna di un tribunale inglese nei confronti della Shell a causa degli sversamenti di petrolio in Nigeria, più precisamente nel delta del Niger, dove dei contadini abitanti del luogo, ormai 13 anni fa, hanno intentato una causa contro la multinazionale del petrolio ed hanno vinto!

Angelo Ferrari
Giornalista professionista dell’Agenzia Italia (AGI) dove si occupa del desk Africa. Già corrispondete dell’Agi dall’Africa centrale, da anni si occupa di problematiche relative all’Africa, dove ha seguito le più grandi tragedie del continente: dalla guerra del Rwanda a quella della Somalia, dalla Repubblica democratica del Congo alla Sierra Leone. Tra i suoi libri ricordiamo Hakuna Matata, la globalizzazione galoppa mentre l’Africa muore (2002); Africa Gialla, l’invasione economica cinese del continente africano (2008); Le nebbie del Congo (2011); Il mondo di Jordy, il viaggio di un reporter e un ragazzo di strada nel cuore dell’Africa (2014); Silvia, diario di un rapimento (2019), Mal d’Africa (2020).

Mal d'Africa - Angelo Ferrari e Raffale Masto

L’Africa è tornata a essere terra di conquista. Dopo i conflitti scatenati nel secolo scorso per accaparrarsi le risorse naturali del continente, ora è “guerra” commerciale, ma soprattutto militare, di tutti contro tutti. L’Occidente ha deciso che è giunto il momento di arginare l’influenza cinese che ormai ha le mani su tutto il continente, nessun paese escluso. Le forze militari straniere si stanno posizionando nel Corno D’Africa, in particolare in un fazzoletto di terra: Gibuti. Le guerre economiche in Africa non si combattono solamente attraverso accordi commerciali, è diventato indispensabile, per vincere la battaglia, “mettere gli scarponi sul terreno”. Un percorso analitico sulla situazione politica ed economica odierna ripercorre, anche narrativamente, i passi dei grandi viaggiatori del passato, lungo i suoi corsi d’acqua più imponenti, attorno ai laghi prosciugati dallo sfruttamento umano e dai cambiamenti climatici e nei gironi infernali delle miniere più preziose al mondo.