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“La crisi politica e militare del Nord del Mozambico si sta trasformando in una crisi umanitaria. Di fronte all’offensiva delle milizie che si proclamano jihadiste, migliaia di persone stanno fuggendo dalla provincia di Cabo Delgado verso quella di Nampula. Secondo fonti missionarie, interpellate da Africa sul luogo, ormai duemila profughi si sono accampati a Namialo (villaggio sulla strada tra le due province) e più di 300 proprio a Nampula. Cercano protezione da violenze e distruzioni.” (scrive Tesfaie Gebremariam su Africa Rivista)

Ma di quale crisi politica e militare si tratta? Andiamo con la memoria a ripercorrere le notizie dei telegionali italiani degli ultimi anni. Ci sarà sfuggita? O sarà sfuggita a loro?

Cerchiamo di informarci.

Dobbiamo tornare un po’ indietro nel tempo, per esempio a un articolo apparso su  Africa Rivista nel maggio del 2019.

Copiamo le prime righe dell’articolo:

“L’ultimo episodio è di poche settimane fa. Un gruppo di miliziani ha attaccato un autobus che viaggiava su una strada rurale nell’estremo Nord del Mozambico uccidendo almeno 15 persone. Testimoni hanno riferito al giornale locale O PAIS che <alcuni uomini armati hanno decapitato i passeggeri e li hanno bruciati all’interno del veicolo>. Negli ultimi due anni, la regione settentrionale di Cabo Delgato è stata teatro di un’ondata di attacchi sanguinari condotti da sospetti miliziani Jihadisti”

Al tempo dell’articolo di contavano più di duecento vittime.

Continua l’articolo “ la gente li chiama al-Shabab, anche se non sembrano avere alcun legame con omonime milizie che infestano la Somalia. E’ però identica l’ideologia di riferimento dei misteriosi killer, metastasi australe del contagio Jihadista che da Mogadiscio, passando per il Kenya, si propaga lungo la costa dell’Oceano Indiano.”

Ma quale è l’origine di questo terrorismo? Quanto è realmente un terrorismo islamista (legato ai movimenti jihadisti del nord dell’Africa) e quanto invece non usi la bandiera nera dell’ISIS in modo strumentale?

“L’Islam radicale è una bandiera, un potente catalizzatore per i poveri e i diseredati- afferma Yussuf Adam, storico, dovente all’Università Eduardo Modlane di Maputo -. Ma questo non è un conflitto religioso (secondo Grebremairiam “Cabo Delgado è una delle poche province a maggioranza musulmana, ma è un Islam moderato che, da sempre, segue una tradizione sufi” .) E’ una rudimentale e cruenta rivolta contadina contro un regime corrotto, autocratico e magioso che ha portati il paese alla bancarotta mentre prosperano gli affari sporchi e ogni genere di attività illecite”.

“Il Nord del Mozambico (scrive su Africa Rivista Enrico Casale)è una regione complessa. Ha sofferto molto durante la guerra di indipendenza (1964-1974) e durante quella civile (1977-1992) ed è una delle aree più trascurate del Paese. A livello nazionale, ha i più elevati tassi di analfabetismo, disuguaglianza e malnutrizione infantile.“

Ma

“La parte nord (scrive Albereto Galvi di Notizie Geopolitiche) del paese ospita una delle maggiori riserve di gas naturale del mondo, dove sono in corso progetti da miliardi di dollari.
La francese Total e la società americana ExxonMobil Corporation, che gestiscono i 2 progetti di liquefazione del gas a terra, hanno chiesto al governo del Mozambico di inviare più truppe per proteggere le loro installazioni. Il governo mozambicano ha intanto promesso di fornire tutta la sicurezza necessaria alle compagnie straniere che hanno esplorato il gas naturale nel paese del sud-est africano.
La scoperta di giacimenti di gas al largo delle coste del Mozambico nel 2011 è destinata a trasformare l’economia di quel paese. Il governo mozambicano inizierà a produrre gas naturale liquefatto prima della fine del mandato di Filipe Nyusi nel 2024. Questi progetti potrebbero generare entrate per diversi miliardi di dollari.”

Un vaso ricolmo di aurifera marmellata nel quale i cleptocrati che decidono i destini del Paese non hanno mancato di infilare le loro grasse dita, con esiti devastanti. Per fare un esempio copiamo un articolo apparso su Nigrizia:

“La banca pubblica russa VTB ha avviato un procedimento giudiziario nel Regno Unito contro il Mozambico per ottenere il rimborso di un prestito di 535 milioni di dollari contratto nell’ambito dello scandalo noto come “debito nascosto”. La denuncia risale al 23 dicembre, ma è stata resa pubblica solo ieri.

La VTB ha dichiarato di aver negoziato per tre anni con il debitore mozambicano, senza risultati. Maputo ha confermato martedì l’esistenza di procedimenti legali avviati dalla banca contro MAM (Mozambico Asset Management), una delle tre società pubbliche al centro dello scandalo.

Tra il 2013 e il 2014, MAM e altre due società, tra cui Ematum (Mozambico Tuna Company), hanno contratto prestiti per 2 miliardi di dollari da Credit Suisse e VTB per finanziare progetti di sorveglianza marittima, pesca e cantieri navali.

Un debito, acquisito all’insaputa del parlamento, scoperto solo nel 2016, quando i donatori internazionali hanno sospeso i finanziamenti, lasciando il paese alle prese con una grave crisi finanziaria.

Diversi procedimenti giudiziari avviati negli Stati Uniti, in Svizzera, nel Regno Unito e in Mozambico, hanno portato all’arresto di oltre 20 persone, tra cui l’ex ministro delle Finanze Manuel Chang. “

Ancora una volta la “maledizione delle materie prime” per l’Africa.

“ A Cabo Delgado – ci informa ancora Africa Rivista -, intanto, si acuisce il risentimento degli strati sociali penalizzati dalla presenza delle multinazionali straniere. I benefici a lungo termine dei massicci investimenti non sono percepiti nei villaggi di capanne della foresta, mentre centinaia di contadini sono stati espropriati senza adeguati indennizzi dalle loro terre per far posto agli impianti di produzione.(…) E ancora oggi il Nord del Mozambico è un snodo cruciale sulle rotte del contrabbando internazionale. Dai suoi confini porosi  e dai suoi porti privi di controlli transitano indisturbate, con la complicità della polizia, delle dogane, dell’esercito e di altri esponenti del Frelimo e del governo, quantitativi immensi di merci clandestine armi, esseri umani, avorio, droga, legname, carbone, pietre prezione, zanne di elefante. (…) Chi ha interesse a mantenere la terra di nessuno di Cabo Delgado in una condizione di perenne instabilità sono innanzitutto i baroni della droga”

Di fronte ai primi attacchi, lo Stato ha reagito blandamente. I militari e i poliziotti spesso sono stati sopraffatti. «Ora – concludono i missionari – il presidente Filipe Nyusi ha riconosciuto l’emergenza e ha inviato alcuni reparti militari di rinforzo. Si è parlato della presenza di mercenari russi e di militari sudafricani, personalmente non ho visto militari stranieri passare dal nostro territorio. Però non mi sentirei di escludere che ci siano combattenti stranieri. Lo stesso presidente ha chiesto aiuto ai Paesi confinanti parlando di questa minaccia come di un pericolo comune».

ALCUNI DATI PRESI DALL’ATLANTE PRESENTE SULLA HOME PAGE DI NIGRIZIA ON LINE

Nome ufficiale: Repubblica di Mozambico
Superficie: 799.380 km2
Capitale: Maputo (1,2 milioni di abitanti)
Lingue: portoghese (ufficiale, 16,6%), emakhuwa (26,1%), xichangana (8,6%), cinyanja (8,1%), cisena (7,1%), elomwe (7.1%), echuwabo (4,7%), cinday, cishona, xironga, cicopi
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 25 giugno 1975 (dal Portogallo)
Capo di stato e di governo: Felipe Jacinto Nyuzi (dal 15 gennaio 2015)
Primo ministro: Carlos Agostinho Do Rosário (dal 17 gennaio 2015)
Religioni: cattolici (28,1%), cristiani non cattolici, chiese sioniste ed evangeliche (27,7%), musulmani (18,2%), seguaci delle religioni tradizionali (26%)

Popolazione

Abitanti: 29.496.800 (stime fine 2018)
Gruppi etnici: africani (99,66%, tra cui makua, tsonga, makonde, sena, ronga, shangaan, lomwe), euro-africani (0,2%), europei (portoghesi) (0,06%), indiani (0,08%)
Crescita demografica annua: 2,46% (stime 2018)
Tasso di fertilità: 5,02 figli per donna (2018)
Popolazione urbana: 36,5 % (2019)
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 71,3/1.000
Speranza di vita: 58,9 anni (stime 2018)
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 44%
Prevalenza Hiv: 12,6% (2018)
Accesso a servizi sanitari adeguati: 20,5
Accesso all’acqua potabile: 51,1%

Economia

Il 62,9% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,437 (180° su 189 paesi)
Prodotto interno lordo: 14,46 miliardi di dollari (42,67 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2018)
Pil pro capite annuo: 490 dollari (1.446 a parità di potere d’acquisto nel 2018)
Composizione del Pil 2013: agricoltura: 28,7%; industria: 24,9%; servizi: 46,4%
Crescita economica annua:3,3% (stime 2018)
Inflazione: 15,3% (2017)
Disoccupazione: 24,5% (2017) 

Risorse naturali: carbone, titanio, gas naturale, risorse idriche, tantalio, grafite
Prodotti agricoli: cotone, anacardi, canna da zucchero, tè, cassava, mais, noci di cocco, sisal, agrumi e frutta, patate, girasoli; bestiame, pollame
Esportazioni: alluminio, carbone, scampi, anacardi, cotone, zucchero, agrumi, legname, elettricità (per un valore di 4,73 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni: macchinari ed equipaggiamenti, veicoli, prodotti petroliferi e chimici, metalli, cibo, tessili (per 5,22 miliardi di dollari nel 2017) (Nigrizia)